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Una delle principali critiche che stanno rivolgendo a Google Plus fin dal suo rilascio è che il social network non consente di utilizzare pseudomini e soprannomi come forma identificativa, richiede esplicitamente l’utilizzo del nome e del cognome.
La mancanza della possibilità di utilizzare pseudomini ha comportato l’impossibilità di utilizzare il social network da parte delle aziende che così non possono crearsi un proprio account, le aziende ma anche i blog non possono utilizzare il nome del proprio brand e così continuano ad utilizzare Facebook e altri social network, una grossa e interessata anche commercialmente fetta di utenti vengono tenuti lontani da Google Plus.
Nelle scorsa settimana si è molto parlato su alcuni dati statistici sull’utilizzo del social network, si è discusso molto sul numero totale di utilizzatori che hanno passato i 40 milioni, alcune persone hanno definito questo risultato come scadente come il segno del declino del giovane prodotto di Google, altri hanno enfatizzato il dato come segno del successo del social network perchè questi utenti sono stati raggiunti con poche settimane.
Dopo queste settimane di polemiche Google ha finalmente deciso di consentire l’uso di pseudonimi e nomi di brand in Google + ma non è finita, consentirà anche a chi ha un account Google Apps di creare un profilo, la notizia è stata data da Vic Gundotra attuale presidente del prodotto, il dirigente ha dato la notizia nel corso del Summit Web 2.0.
Con queste prossime novità Google si conferma attenta e veloce nel rispondere alle richieste e lamentele degli utenti di Google Plus, ma come mai hanno commesso questo grave errore nel momento del lancio del social network? La risposta forse è che sia stata costretta ad anticipare di alcuni mesi il lancio a causa dell’incredibile successo che stà avendo Facebook non solo tra i giovani ma in tutte le fasce di età e sempre più anche nel mondo del lavoro, della pubblicità online, ecc..
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